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Dolore al tallone per fascite plantare e spina calcaneare: i trattamenti più rapidi ed efficaci per il recupero del piede

Ottobre 15, 2020 by Valentina Montagna0
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Quando compare, il dolore al tallone costringe a rimodulare quelle attività che siamo soliti fare, che amiamo e cui non vorremmo mai rinunciare: sport, corsa, camminata.

In alcuni casi di dolore al tallone si tratta di tallonite con sintomi che si concentrano nella parte posteriore del piede. In altri, invece, può essere fascite plantare che investe tutta la pianta del piede e che, se non trattata, può degenerare in dolore cronico e in spina calcaneare (o sperone).

Diffusa soprattutto fra i runner, ma non solo, la fascite può costringere al “fermo” anche per mesi e mesi.

Fascite plantare e spina calcaneare sono entrambe infiammazioni ai tendini del tallone, che possono anche essere compresenti. Il dolore, quando legato solo all’una o all’altra patologia, si manifesta con intensità diverse e in punti diversi del piede.

In questo articolo, consigliamo i trattamenti più rapidi ed efficaci per il recupero dal dolore e il ritorno al movimento.

Come riconoscere il dolore al tallone per fascite plantare?

Il primo punto da mettere ben in evidenza è la riconoscibilità del problema infiammatorio.

Per quanto riguarda i sintomi, la fascite si lascia riconoscere per il dolore intenso localizzato che corre lungo la fascia plantare, dal tallone fino alla pianta del piede (metatarsi).

Mentre nel caso della spina calcaneare si concentra nella parte centrale dell’arco plantare.

Il dolore è causato dall’infiammazione, come abbiamo premesso, che colpisce il tessuto tendineo. Infiammazione che può essere provocata da varie cause e che può anche peggiorare per la perdita di elasticità, quindi per un aumento della rigidità dei tessuti che complica il quadro.

La visita clinica è fondamentale per appurare la presenza del disturbo, sia sulla base dei sintomi che sulle evidenze riportate da esami diagnostici quali radiografie ed ecografie.

Vediamo quali sono le cause più diffuse della fascite plantare.

Cosa provoca la fascite plantare e come si può prevenire?

Ecco quali sono le cause più frequenti della fascite plantare:

  • microtraumi che possono verificarsi in seguito a intensa attività fisica e sportiva a livello atletico/agonistico
  • eccessivo carico che pesa sulle articolazioni in posizione eretta (es: lavoro in piedi per tante ore tutti i giorni)
  • postura scorretta che pesa sul fascio plantare, dovuta a problemi strutturali o a sovrappeso e obesità
  • l’uso di calzature strette.

Sicuramente, poi, c’è anche da considerare che la fascite colpisce più facilmente persone con difficoltà di movimento della caviglia, con problemi di rigidità muscolare del polpaccio spesso legata allo scarso stiramento muscolare.

Lo stiramento muscolare, o stretching, è una forma di prevenzione che è bene imparare a fare anche in casa non solo se si fa attività fisica, ma anche come esercizio per alleviare i dolori e ridurre le tensioni.

Come si cura la fascite plantare?

Curare in tempo la fascite è importante se si vuole evitare che l’infiammazione degeneri in spina calcaneare e che il dolore al tallone diventi cronico.

Come premesso, prima di tutto si deve fare una valutazione del disturbo per avere una visione globale e per stabilire la cura più adeguata al singolo caso.

Per la cura della fascite plantare si può intervenire in diversi modi: l’approccio multidisciplinare aperto a diverse soluzioni è quello più premiante in quanto a risultati concreti ed efficaci.

Trattamenti e terapie per fascite plantare

  • per allentare la tensione si consigliano massaggi
  • localizzati di tipo connettivale (il tessuto tendineo è infatti ricco di tessuto connettivo)
  • un’altra forma di massaggio che accompagna il paziente a
    casa è il taping elastico, ovvero le bende colorate che si applicano sulla zona dolorante
  • gli esercizi di stretching (stiramento muscolare)sedute di tecarterapia che può ridurre in modo rapido sia dolore che infiammazione.

Spina calcaneare: come riconoscere e come curare questa patologia?

Anche per quanto riguarda la spina calcaneare il sintomo evidente è il dolore al tallone, anche in questo caso dovuto all’infiammazione.

Il dolore da spina calcaneare non è costante, compare in circostanze specifiche per diminuire o scomparire del tutto fino a tornare con la stessa intensità.

A scatenare il dolore possono essere delle scarpe troppo basse, movimenti bruschi che stressano il piede (es: corsa, camminata veloce), oppure un eccessivo carico di lavoro svolto in posizione eretta e protratto per molte ore durante il giorno tutti i giorni.

Ma cos’è la spina calcaneare?

La spina calcaneare – una patologia degenerativa che può essere causata da artrosi o dalla cronicizzazione della fascite plantare – è il risultato della formazione di calcio nella parte interna e inferiore del tallone, più precisamente nella zona centrale della pianta del piede dove inizia la fascia plantare.

Le migliori terapie per guarire da infiammazione e dolore al tallone

Le cure e i rimedi che consigliamo per trattare la spina calcaneare sono l’adozione di plantari studiati per dare al piede il giusto sostegno e terapia fisica con onde d’urto.

Per quanto riguarda le terapie strumentali, le onde d’urto è l’unico trattamento in grado di curare in modo rapido sia dolore che infiammazione per il loro effetto di frammentazione e cavitazione (pressione).

Come agiscono le onde d’urto?

Le onde d’urto agiscono frammentando le calcificazioni e rigenerando i tessuti, favorendo il miglioramento della circolazione sanguigna e della neovascolarizzazione.

In pratica, stimolano la formazione di nuovi vasi sanguigni in un tessuto infiammato, condizione che porta alla sua guarigione.

Proprio grazie alla loro efficacia, le onde d’urto si usano per la cura di svariate patologie ortopediche come epicondilite, calcificazione della spalla, fratture ossee, ecc.

Quanto dura il trattamento con onde d’urto e quante sedute occorrono per tornare a camminare?

Il trattamento dura dai 2 ai 3 minuti e va ripetuto per 3-5 sedute a ciclo, con cadenza settimanale.

Già dopo la prima seduta il dolore al tallone diminuisce e si può riprendere immediatamente a camminare.

Non ci sono controindicazioni e non si prova dolore, ma soltanto la sensazione della pressione esercitata dallo strumento sulla parte interessata.

Contattaci se hai domande per prenotare la visita di valutazione o per chiedere informazioni sulle terapie per la cura di fascite e spina.

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